mercoledì 13 maggio 2026

Autismo a scuola: cosa fare e non fare in classe

Il corso “Autismo a scuola – Cosa fare e non fare in classe” in partenza il 17 maggio e per un totale di 50 ore in modalità videolezione, approfondisce le principali strategie educative e didattiche per favorire l’inclusione degli alunni con disturbi dello spettro autistico. Si parte dal concetto stesso di autismo e dal modo in cui si è evoluto nel corso degli anni. Tutto il percorso ha in sè una importante particolarità: mette al centro gli insegnanti perchè sono loro che possono davvero fare la differenza.

I moduli che il corso propone sono quattro e alla fine il partecipante sarà in grado di redigere un PEI efficace per bambini nello spettro autistico. In particolare verranno affrontati temi legati alle difficoltà di comunicazione, alle problematiche sociale e della gestione dei comportamenti e verranno forniti degli utili strumenti pronti per essere usati come le agende visive e le task analysis. Vediamo dunque tutto quello che c'è da sapere.

 

Autismo a scuola: cosa fare e non fare in classe

 

La scelta del nome per questo corso non è casuale: esso ne rispecchia, infatti, il taglio pratico. L'obiettivo è quello di fornire ai partecipanti, docenti ma anche educatori e professionisti di area educational, un quadro complessivo ma approfondito sull'autismo alla luce delle più recenti ricerche in merito. In particolare, si punta a rendere i partecipanti autonomi nell'utilizzo di validi strumenti che possano coinvolgere, all'insegna dell'inclusione, scuola, famiglie e territorio. 
 
Ci sono in tutto quattro moduli nei quali vengono affrontati temi didattici ed educativi per alunni con disturbi dello spettro autistico. Il primo modulo è interamente dedicato agli aspetti teorici e diagnostici dell'autismo. Si parlerà in particolare dei criteri DSM-IV e del DSM-5. Ci sono ancora tanti, troppi, stereotipi sull'autismo e pregiudizi e si richiede un immediato cambio di rotta che coinvolga tutti i tessuti sociali, a partire dai pediatri che ancora in molti casi non sanno neppure cosa sia l'autismo o ne hanno una idea vaga che fa appello a una letteratura scientifica ormai superata. I partecipanti impareranno a usare delle griglie atte a gestire in maniera funzionale i modi per interventire in maniera personalizzata con i bambini e con i ragazzi autistici.  
 
Nel secondo modulo verranno approfondire le strategie educative più attuali e rendere l'ambiente scolastico il più possibile rispondente alle esigenze dei bambini autistici. Si parlerà ampiamente di come andare a realizzare un Piano Didattico Personalizzato il più possibile funzionale con obiettivi accessibili in relazione agli specifici bisogni degli alunni.  

Il terzo modulo sarà invece dedicato alla gestione del comportamento in classe e alle problematiche legate all'interazione sociale, per favorire il più possibile una comunicazione serena per tutti. Quali sono i comportamenti che possono dare problemi in classe? Come fare a rendere i comportamenti più funzionali? L'ultimo modulo si presenta infine come un laboratorio studiato per far sperimentare ai corsisti una serie di strumenti concreti e utilizzabili fin da subito in classe (il "termometro delle emozioni" ne è un esempio). 

Tutto il percorso, visto nella sua interezza, serve a rendere l'insegnante il più possibile autonomo nella comprensione delle caratteristiche dello spettro autistico, considerano che l'autismo è un termine ombrello. Tale comprensione, unita a strumenti pratici, gli consente di orientare ogni giorni i suoi comportamenti all'insegna dell'inclusione. 

Per tutte le ulteriori informazioni e per  iscriversi, è possibile consultare la pagina dedicata al corso sul sito del Centro Studi Erickson

  

Maria Serena Cavalieri 

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